CERTIFICATI BIANCHI O TITOLI DI EFFICIENZA ENERGETICA

Il sistema di incentivazione dei “Titoli di Efficienza Energetica” (TEE) , meglio noto come “Certificati Bianchi” è stato varato nel 2005 ed è stato da allora regolarmente aggiornato, con le ultime modifiche apportate dal Decreto ministeriale 28 dicembre 2012.

Cosa sono i Certificati Bianchi?

I certificati bianchi sono titoli che certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia che sono stati raggiunti attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica.
Un certificato equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio (TEP o TOE, tons of oil equivalent).

Il sistema dei certificati bianchi prevede che le aziende distributrici di elettricità e gas (detti “soggetti obbligati”) raggiungano annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria, espressi in Tonnellate Equivalenti di Petrolio risparmiate (TEP). Questi possono assolvere al proprio obbligo realizzando interventi che danno diritto ai Certificati Bianchi, direttamente presso gli utenti finali, oppure acquistando i Certificati Bianchi equivalenti alla loro quota di obbligo sul Mercato dei Titoli di Efficienza Energetica.
L’offerta di Titoli sul mercato può essere data anche dai cosiddetti “soggetti volontari”, i quali realizzano interventi di risparmio energetico presso gli utenti finali e vendono i Certificati Bianchi ottenuti ai soggetti obbligati.

I Certificati si riferiscono sempre ad un certo anno solare, fanno cioè riferimento ai risultati di efficienza ottenuti in un certo esercizio annuale, ma possono comunque essere utilizzati anche negli anni successivi a quello di emissione

Quale tipo di intervento permette di accedervi?

Ogni Certificato Bianco ha un valore pari ad un TEP, ossia si guadagna un Certificato per ogni Tonnellata Equivalente di Petrolio risparmiata a seguito di un intervento di efficientamento energetico.
I Certificati Bianchi si distinguono nelle seguenti tipologie:

  • titoli di tipo I, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi finali di energia elettrica;
  • titoli di tipo II, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi di gas naturale;
  • titoli di tipo III, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall'elettricità e dal gas naturale non destinate all'impiego per autotrazione;
  • titoli di tipo IV, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall'elettricità e dal gas naturale, realizzati nel settore dei trasporti e valutati con le modalità previste dall'articolo 30 del D.Lgs n. 28/11;
  • titoli di tipo V, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall'elettricità e dal gas naturale, realizzati nel settore dei trasporti e valutati con modalità diverse da quelle previste dall'articolo 30 del D.Lgs n. 28/11;
  • titoli di tipo II-CAR, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria, la cui entità è stata certificata sulla base di quanto disposto dal decreto ministeriale 5 settembre 2011, ossia Certificati Bianchi riconosciuti al risparmio di energia conseguito dagli impianti di Cogenerazione ad Alto Rendimento;
  • titoli di tipo IN emessi a seguito dell'applicazione di quanto disposto dall'articolo 8, comma 3, del decreto ministeriale 28 dicembre 2012 in materia di premialità per l'innovazione tecnologica ossia non certificano un effettivo risparmio ma sono emessi in seguito alle premialità attribuite all'intervento, da ENEA o da RSE(Ricerca sul Sistema Energetico), in funzione del suo grado di innovazione;
  • titoli di tipo E emessi a seguito dell'applicazione di quanto disposto dall'articolo 8, comma 3, del decreto ministeriale 28 dicembre 2012 in materia di premialità, attribuite all'intervento da ENEA o da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), per la riduzione delle emissioni in atmosfera.

Chi può beneficiare dei Certificati Bianchi?

Possono beneficiarne sia i “soggetti obbligati” ossia i soggetti che sono comunque obbligati dalla legge a raggiungere determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria, sia i “soggetti volontari” ossia coloro che possono guadagnare Certificati Bianchi ma non sono obbligati per legge al risparmio di energia primaria.

Possono presentare progetti per il rilascio dei certificati bianchi le imprese distributrici di energia elettrica e gas con più di 50 000 clienti finali (“soggetti obbligati”), le società controllate da tali imprese, i distributori non obbligati, le società operanti nel settore dei servizi energetici, le imprese e gli enti che si dotino di un energy manager o di un sistema di gestione dell’energia in conformità alla ISO 50001.

Nello specifico, i Certificati Bianchi sono emessi dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) in favore dei soggetti che hanno titolo di ottenerli, specificati nell’articolo 7 del D.M. 28 dicembre 2012:

  • distributori di energia elettrica e gas e società controllate dai distributori medesimi; se hanno più di 50 000 clienti finali sono “soggetti obbligati ”, se ne hanno meno di 50 000 sono “soggetti volontari”;
  • le società di servizi energetici (SSE -anche conosciute come ESCO, Energy Service Company), le quali effettuano interventi finalizzati a realizzare risparmi energetici negli usi finali, assumendo su di sé il rischio dell'iniziativa (“soggetti volontari”);
  • le società con obbligo di nomina degli energy manager (SEM), ossia i “responsabili per la conservazione e l’uso razionale dell’energia”, figure professionali che hanno il compito di analizzare e ottimizzare il bilancio energetico delle aziende, pubbliche o private, che superino un consumo energetico annuo di 10.000 tep per il settore industriale e 1.000 tep per gli altri settori, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10 ( “soggetti volontari”);
  • imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, ivi compresi gli Enti pubblici, purché abbiano provveduto alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia ovvero si siano dotati di un sistema di gestione dell’energia certificato in conformità alla norma ISO 50001 e mantengano in essere tali condizioni per tutta la durata della vita tecnica dell’intervento.

Quanto vale un Certificato Bianco?

Il valore di Cessione di un Certificato Bianco dipende dai meccanismi del libero mercato. In termini di commercializzazione le diverse tipologie sono quotate separatamente e, a seconda dell'incontro tra domanda e offerta, possono avere prezzi diversi.

Il valore dei Certificati Bianchi (Titoli di Efficienza Energetica, TEE) dipende dagli esiti delle contrattazioni, che avvengono o sul mercato organizzato dal Gestore del mercato elettrico (GME), oppure in virtù di accordi bilaterali (comunque registrati dal GME). Tali contrattazioni si hanno tra soggetti obbligati (nel ruolo di acquirenti dei TEE) e soggetti volontari (nel ruolo di venditori dei TEE).

Negli ultimi anni il valore medio dei TEE è cresciuto; a titolo di esempio, nel corso dell’anno solare 2012 facendo riferimento all’insieme dei titoli di tipo I,II, e III, il valore medio degli scambi è stato di 101.28 €/TEE senza IVA. Esiste inoltre una differenza tra valore raggiunto dai TEE a seconda del tipo di contrattazione. Infatti, secondo il rapporto statistico del GME relativo al primo semestre 2012, il valore medio dei TEE scambiati bilateralmente (pari a circa il 64% di tutti gli scambi) è stato 89.05 €/TEE, mentre il valore medio osservato per le contrattazioni avvenute sul mercato del GME (pari al 36% di tutti gli scambi) è stato 103.02 €/TEE.

Chi Gestisce i Certificati Bianchi?

Con le modifiche apportate dal Decreto ministeriale 28 dicembre 2012, dal 3 Febbraio 2013 il GSE gestisce i Titoli di efficienza energetica avvalendosi del supporto diENEA e di RSE.

Come posso vedermi riconosciuti i Certificati bianchi?

Per ottenere i Certificati Bianchi, i soggetti obbligati e quelli volontari devono compiere attività che siano in grado di generare risparmi energetici.
Per il riconoscimento dei Certificati Bianchi i progetti devono consentire il raggiungimento di una soglia minima di risparmio di energia. Le soglie minime per presentare i progetti sono stabilite pari a 20 TEP, 40 TEP e 60 TEP rispettivamente per progetti standardanalitici e a consuntivo.

Il GSE gestisce l’attività di valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza energetica condotti nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi avvalendosi del supporto di ENEA e di RSE , tenendo conto delle rispettive competenze. 
Per la procedura di richiesta, il GSE ha predisposto un sistema per l’invio telematico delle richieste di verifica e certificazione (RVC) e delle proposte di progetto e programma di misura (PPPM). A tal proposito i soggetti proponenti devono completare una procedura di accreditamento preliminare e propedeutica all'utilizzo dell'applicativo informatico “Efficienza Energetica”. Dopo aver completato la procedura di accreditamento, i soggetti obbligati e i soggetti volontari possono presentare, accedendo all'applicativo “Efficienza Energetica”, le nuove proposte e richieste.

Gli interventi che consentono l’ottenimento dei Certificati Bianchi devono determinare riduzioni quantificabili del consumo energetico. La normativa stabilisce tre tipi di valutazione dei risparmi:

  • la valutazione standardizzata quantifica il risparmio annuo dell'intervento in base alle unità fisiche installate;
  • la valutazione analitica prevede una determinazione del risparmio annuo di energia in conformità a dei parametri di utilizzo degli impianti;
  • la valutazione a consuntivo si utilizza quando non sono applicabili i due metodi precedenti e non è disponibile un algoritmo predeterminato per la valutazione dei risparmi. La valutazione è quindi effettuata sulla base di algoritmi di calcolo proposti dall’operatore valutati e approvati dal GSE e attraverso delle misure a consuntivo dei risparmi conseguiti dal singolo intervento.

 

Gli interventi sono valutati in base a delle schede tecniche di valutazione , caratteristiche per ogni tipo di intervento.

Quale tipo di intervento in ambito Biomassa-Energia mi consente di accedere ai Certificati Bianchi?

Per capire quale tipo di intervento è previsto nell'ambito della filiera biomassa-energia, conviene fare riferimento alle specifiche schede di valutazione dei risparmi per gli impianti a biomasse:

  • la scheda n.26 “Installazione di sistemi centralizzati per la climatizzazione invernale e/o estiva di edifici ad uso civile”;
  • la scheda n° 22 T “Applicazione nel settore civile di sistemi di teleriscaldamento per la climatizzazione ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria”;
  • la scheda tecnica n° 37E - “Nuova installazione di impianto di riscaldamento unifamiliare alimentato a biomassa legnosa di potenza = 35 kW termici”;
  • la scheda tecnica n. 40E - “Installazione di impianto di riscaldamento alimentato a biomassa legnosa nel settore della serricoltura”.

Posso cumularlo con altri tipi di finanziamento o incentivazione?

Il quadro è cambiato a decorrere dal 3 Gennaio 2013. Dalle FAQ sul sito del GSE:

L’art 10 del D.M. 28 dicembre 2012, che regola il meccanismo dei certificati bianchi, stabilisce che “i certificati bianchi emessi per i progetti presentati dopo l’entrata in vigore del … decreto” – 3 gennaio 2013 – “non sono cumulabili con altri incentivi, comunque denominati, a carico delle tariffe dell’energia elettrica e del gas e con altri incentivi statali, fatto salvo, nel rispetto delle rispettive norme operative, l’accesso a

  1. fondi di garanzia e fondi di rotazione;
  2. contributi in conto interesse;
  3. detassazione del reddito d’impresa riguardante l’acquisto di macchinari e attrezzature”.

Dalla formulazione dell’articolo ne deriva:

  • la non cumulabilità dei certificati bianchi con:
    1. le detrazioni fiscali per progetti presentati successivamente al 03 gennaio 2013;
    2. l’ecobonus previsto dal Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge 7 agosto 2012, n. 134 per la sostituzione di veicoli inquinanti con altri nuovi a basse emissioni complessive;
    3. finanziamenti statali concessi in conto capitale.
  • la cumulabilità dei certificati bianchi con:
    1. incentivi riconosciuti a livello regionale, locale e comunitario per interventi di efficientamento energetico. Si precisa, infatti, che D. lgs. del 3 marzo 2011 n. 28 e il Decreto attuativo del 28 dicembre 2012 prevedono il divieto di cumulo dei certificati bianchi esclusivamente con altri incentivi “statali”, ammettendone, pertanto, la cumulabilità con eventuali incentivi regionali locali o comunitari;
    2. agevolazioni fiscali nella forma del credito d’imposta a favore del teleriscaldamento alimentato con biomassa o con energia geotermica, di cui all’art 8 comma 10, lettera f) della legge 23 dicembre 1998, n. 448, all’art. 29 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 ed all’art 2 della legge 22 dicembre 2008. Si tratta infatti di un’agevolazione, nella forma, appunto, del credito d’imposta, che viene trasferita sul prezzo di cessione del calore all’utente finale, che si configura, pertanto, come effettivo beneficiario distinto rispetto alla società che eroga il servizio calore e che percepisce i certificati bianchi. Si specifica che ai sensi della circolare 17/E del 7/3/2008, qualora il gestore della rete di teleriscaldamento alimentata con biomassa o ad energia geotermica sia anche utente finale, il gestore-utente finale può usufruire del cumulo dei certificati bianchi con il credito di imposta in esame.

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