DETRAZIONI FISCALI DEL 50% (EX 35%) PER MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA, RESTAURO O RISANAMENTO CONSERVATIVO

Cos'è una detrazione fiscale?

La detrazione fiscale è l'importo, stabilito per legge, che il cittadino contribuente ha la possibilità di sottrarre dall'imposta lorda che deve pagare, ossia il totale delle tasse sui redditi calcolato dopo le eventuali deduzioni. La detrazione dall'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) in particolare, rappresenta quella somma di denaro che viene restituita dallo Stato al cittadino contribuente.

Le Detrazioni per gli interventi sugli edifici esistenti

Il meccanismo delle agevolazioni fiscali per gli interventi sugli edifici esistenti nasce alla fine degli anni 90. Tali incentivi prendevano il nome di detrazione 36% ed erano rinnovati annualmente; nel 2011 attraverso il Decreto legge n. 201 sono state inserite nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Dpr 917/86) rendendole di fatto stabili. Dal 2011 ad oggi la percentuale di detrazione è stata portata al 50% per un importo massimo pari a 96000€.
Allo stato attuale vale quanto stabilito dalla legge di stabilità 2014 la quale ha fissato i seguenti termini, percentuali ed importi massimi detraibili:

  • detrazione del 50% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2014, per un importo massimo detraibile pari a 96000€;
  • detrazione del 40%, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, per un importo massimo detraibile pari a 96000€;
  • la detrazione torna al valore iniziale del 36% così come l'importo massimo detraibile torna a 48000€, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016.

Di che tipo di interventi tratta il meccanismo?

Nell’ambito delle numerose tipologie di intervento che possono usufruire della detrazione, sono compresi “Gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici, all’esecuzione di opere interne”.
Alla realizzazione di interventi finalizzati al risparmio energetico è quindi equiparata a tutti gli effetti la realizzazione di impianti a fonti rinnovabili.
Per usufruire della detrazione è necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.

Chi può accedere alla Detrazione?

Poiché si tratta di un meccanismo di detrazione fiscale, è implicito che il beneficiario per poter godere della detrazione stessa debba essere un soggetto fiscalmente attivo, cioè un soggetto che paga le tasse, dalle quali diventa quindi possibile detrarre l'agevolazione in oggetto.  Possono , quindi, usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato.
L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise;
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir (testo unico delle imposte sui redditi), che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.

Quali spese sono ammesse all’agevolazione?

In primo luogo sono ammesse all’agevolazione le spese necessarie per l’esecuzione dei lavori. Ai fini della detrazione è comunque possibile considerare anche le seguenti voci di spesa correlate all'intervento:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
  • le spese per l’acquisto dei materiali;
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
  • gli oneri di urbanizzazione;
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).

Non possono invece ritenersi comprese tra quelle oggetto della detrazione le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

Come vi si accede?

Per usufruire della detrazione è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011, ossia i sottoindicati documenti:

  • le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (Concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Nel caso in cui la normativa non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione di determinati interventi di ristrutturazione edilizia comunque agevolati dalla normativa fiscale: dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’art. 47 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, in cui sia indicata la data di Direzione Centrale Accertamento inizio dei lavori ed attestata la circostanza che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili, pure se i medesimi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente;
  • per gli immobili non ancora censiti, domanda di accatastamento;
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili, se dovuta;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all'esecuzione dei lavori;
  • Comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria secondo le vigenti disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;
  • fatture e ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute;
  • ricevute dei bonifici di pagamento.

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